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Cowboy Makedonski

Un documentario di Fabio Ferrero

Locandina

COWBOY MAKEDONSKI

62’ | DCP colore

ITA | MKD | ENG subs

 

 

Buongiorno Regione Piemonte intervista Fabio Ferrero

Al minuto 13:06 Fabio Ferrero regista di Cowboy Makedonski racconta il film.

https://www.rainews.it/tgr/piemonte/notiziari/video/2018/11/ContentItem-9dec206c-d4af-4a77-a3fa-f2820e4da142.html

 

 

Trailer

Goran arriva in Italia dalla Macedonia nel 1993. In poco tempo conquista la fiducia di molti produttori di barolo, cui fornisce la manodopera. Trasferitosi a Govone, dove affitta una modesta cascina, tutto comincia ad andare nel verso sbagliato. Quando sembra non esserci più via d’uscita, decide di intraprendere un viaggio a ritroso, verso est, verso casa. Ma anche la Macedonia sembra respingerlo. Un documentario che sfugge a ogni ordine e pianificazione, che insegue il fantasma di una storia che rischia di rimanere un desiderio incompiuto. Un sogno tragico che non ha fine, come la vita del protagonista.

Torino Film Festival

Cowboy Makedonski selezionato al 36° Torino Film Festival nella sezione  TFFDOC/ITALIANA

http://www.torinofilmfest.org/film/36447/cowboy-makedonski.html

Proiezioni

Lun 26 Novembre, 20.15 Cinema Massimo Sala 2  sarà presente il regista
Mar 27 Novembre, 16.00 Cinema Reposi Sala 5
Gio 29 Novembre, 10.00 Cinema Massimo Sala 2

Il Regista | Note di Regia

FABIO FERRERO

Laureato in Filosofia. Consulente per lo sviluppo di azioni e progetti culturali. Film maker e autore teatrale. Ha collaborato alla realizzazione del documentario Rada di Alessandro Abba Legnazzi, A bitter story di Francesca Bono e Vite al centro di Nicola Zambelli. Cowboy Makedonski è il primo film di cui firma la regia.

 

NOTE DI REGIA:

“Il nostro piatto identitario come piemontesi è la bagna cauda, ma né le acciughe né l’olio sono piemontesi. E’ lo scambio che crea l’identità, sono l’apertura verso gli altri e il dialogo. Nelle nostre Langhe il barolo, massimo vanto della nostra regione, si produce solo perché nelle nostre vigne sono i macedoni, diecimila macedoni, a coltivarle, altrimenti non ne avremmo più neanche una bottiglia”.

(Carlin Petrini dialoga con Serge Latouche)

Ho conosciuto Goran quando ero alla ricerca di personaggi per un documentario sulla comunità macedone che vive e lavora in Langa contribuendo a farne un polo di produzione vitivinicola d’eccellenza. La sua storia mi è parsa immediatamente rappresentativa, ma allo stesso tempo capace di portare il senso dell’esistenza ad un livello universale. Probabilmente come molti occidentali dalle vite piene di tutele e sistemi di sicurezza mi interessava avvicinare una vita da avventuriero, da giocatore senza rete, uno di quei personaggi che aumentano sempre la posta, che non possono fermarsi e che sono condannati a perdere. Nelle nostre vite garantite a basso rischio ma a basso regime, dove il rischio è sempre calcolato, e il gusto del rischio assente, Goran rappresenta un’idea di libertà, compresa la libertà di perdere tutto quello che ha ottenuto. Ma in fondo nella natura umana questa pulsione, questo folle ardimento, esiste da sempre e per questo ci affascina.

© 2019 Cowboy Makedonski

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